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martedì, 27 ottobre 2009
 

fermati un attimo. con le braccia dico, con le armi.
sei fermo. non succede niente tranne che alla temperatura. che sale dieci gradi.
stai fermo in cucina davanti a uno sportello aperto. col caciucco buitoni che cola dalla sedia.
tu tum e dopo qualche minuto tum.
questi sbalzi di temperatura sono insopportabili.
fanno anche sbattere forte gli occhi.
postato da elefantedelbooklet | 19:51 | commenti
scirocco


lunedì, 20 luglio 2009
 

"ogni tanto siamo bambini, senza problemi nè regole,
con le mani piene di marmellata sul divano"

che è poi quella cosa che diceva anche buzzati (mi ricordo solo l'avverbio)
che avevi impunemente segnato a biro su un'edizione economica

con la faccia da bambina, senza il segno del fumo e i capelli lunghissimi.

la prossima volta che mi consigli di morire diciannovenne
lo faccio



domenica, 05 luglio 2009
 

“Pamplona non è un posto dove andare con la moglie. È molto probabile che si ammali, si ferisca o si cacci in qualche guaio, o almeno che si trovi sballottata di qua e di là e col vestito spruzzato di vino, o che ti lasci: e magari le tre cose insieme.  Se qualcuno poteva girare tranquillamente per Pamplona, quel qualcuno erano Carmen e Antonio, ma Antonio non ce la portava. È una fiesta di uomini e le donne combinano guai, mai di proposito naturalmente, ma li combinano, a sé o agli altri. Ho scritto un libro su questo una volta. Certo, se lei parla spagnolo quanto basta per capire che non la stanno insultando, ma sfottendo, se è capace di bere vino tutto il giorno e tutta la notte e di ballare con tutte le comitive di sconosciuti che la invitano, se non bada alle cose che le rovesciano addosso, se adora la musica e il rumore ininterrotto e ama i fuochi d’artificio, specie quelli che le cadono vicino e le bruciano i vestiti, se trova logico e sensato vedere come si può rischiare di farsi ammazzare dai tori gratis e per divertimento,  se non si busca un raffreddore quando piove e se le piace la polvere, se gradisce il disordine e i pasti irregolari e non ha mai bisogno di dormire e tuttavia si tiene in ordine e pulita senz’acqua corrente, allora portatela pure. Probabilmente vi lascerà per un uomo migliore di voi.”

Hemingway, E. Un’estate pericolosa -  Mondadori 1986 pp. 169-170

postato da elefantedelbooklet | 15:10 | commenti (1)
monsieur hemingwayçava mieux


venerdì, 03 luglio 2009
 

sono fatti tutti così gli uomini e l'amore.

animali di 500 chili che ti corrono incontro e tu con una spada e un lenzuolo rosso che li aspetti sulle punte.
e indossi un costume coloniale

sono fatti tutti così gli uomini e l'amore


mercoledì, 01 luglio 2009
 

a volte (e solo per qualche minuto) mi sento solo

bowie credo abbia questa specie di ossessione di rimanere incastrato su una nave alla deriva nello spazio.
anch'io negli ultimi week end ho fatto pensieri simili.

nei giorni feriali invece mi occupo di ragazzi con leggeri disturbi di letto-scrittura e frequento vecchi amici,
passiamo giornate memorabili a scimmiottare l'intro di life on mars al pianoforte

io insisto perchè cerchino di imitare quel tempestivo violoncello della prima strofa con un software in cui super mario maneggia uno xilofono e allo stesso momento ti insegna l'inglese, o un'altra lingua se vuoi

loro mettono le note a caso e ridono molto. poi usciamo a giocare a calcio con albèrto, nel sole.

in genere intoniamo coralmente che:
"Sailors fighting in the dance hall
Oh man!
Look at those cavemen go
It's the freakiest show

(...)

See the mice in their million hordes
From Ibeza to the Norfolk Broads
Rule Britannia is out of bounds
To my mother, my dog, and clowns
But the film is a saddening bore
'Cause I wrote it
ten times or more
It's about to be writ again
As I ask you to focus on"
david bowie - Life On Mars?
postato da elefantedelbooklet | 00:28 | commenti
odio lestate


martedì, 10 marzo 2009
 

insomma lavoro tutta sera a questa lettera di cartesio a Mesland.
guardo l'orologio, il 9 febbraio è appena finito.
poi leggo questa frase

Mais c’est dans la lettre à Mesland  du 9 février 1645 que Descartes donnnera sa théorie de l’eucharistie (AT IV, p. 161-172).
postato da elefantedelbooklet | 01:00 | commenti (3)


lunedì, 09 marzo 2009
 


caro paolo martinelli,
'saudade' significa malinconia.
un abbraccio
c.b.
postato da elefantedelbooklet | 03:22 | commenti


martedì, 24 febbraio 2009
 

bilancio personale a futura memoria (quando dovrò stabilire in che momento è avvenuta l'incrinazione)

sono le 4.53 di mattina, fumo una sigaretta dopo un panino con 4 wuster e la maionese e due bicchieri di lambrusco. ho freddo ma rimango in maglietta.
rileggo distrattamente pagina 171 del trattato sulla teologia cartesiana che devo consegnare lunedì prossimo al mio relatore. In realtà lo scritto copre XII secoli di storia dell'interpretazione del rito eucaristico.
non ho minimamente fiducia in dio, ma da quando ho iniziato questo lavoro lo stimo molto.

non dormirò. domattina sono in facoltà e alle 2 del pomeriggio devo insegnare matematica e geometria nella scuola media in cui lavoro.

ho 26 anni (se c'è stata incrinazione almeno fin qui andava tutto per il verso giusto).


lunedì, 23 febbraio 2009
 

Spiegare allora in altri termini le relazioni gerarchiche tra filosofia, prima colazione logica e fisica per arrivare poi alla teologia. Affronta semplificando molto la questione del nome di dio, accennala. Dopodiché guarda l’eucarestia dal punto di vista cartesiano ed esci a comprare il pane. Fuma una sigaretta alla luce di quello che hai detto in questo faticoso capitolo. Non è un discorso razionale su dio ma un ragionamento logico alla cui base vi è la fede, come tutta l’argomentazione portorealista del resto.

buona giornata

"poi dammi leonard cohen nell'aldilà
sicchè io possa godere dell'eternità"
postato da elefantedelbooklet | 16:17 | commenti


sabato, 21 febbraio 2009
 

facciamo l'appello

c'è il gorgo del mese dell'anno in cui rimango a fumare nel cortile della scuola
che si abbassa d'arancio nel freddo. rimane il diluvio e ho sempre dei cazzi

e questi grossi libri diventano organismi autonomi, che si autocitano e si telefonano
e ti smagriscono la bocca e mi anneriscono la faccia
e te li sbattono all'altezza della terza vertebra

[12 anni, gioca a pallone e mi aspetta. mani blu maglietta firmata e i pantaloni a vita bassa.
Gli insegno Oloacre, gli eruli, la fine dell'impero e l'orlo sotto le scarpe. ]

finisco di lavorare

entro nel bar con le cose fritte, l'oro bianco, la birra e il barbaresco
entro nella convivenza vetus et nova,
entro in porta saragoza,
entro anche nelle 5 del mattino,

porto in giro il cane

esco un attimo dal modo che hai di pronunciare 1er février
e tutti gli altri numeri  e i mesi  e le oscenità
e i nomi scandinavi dei prodotti della nota azienda di mobili componibili

postato da elefantedelbooklet | 05:05 | commenti